L'odio il brillante film Kassovitz che va contro il sistema.



Hubert,Said e Vinz sono tre amici e abitanti delle banlieu parigine. Passano le giornate"cazzeggiando"(perdonate il termine poco tecnico)a destra e sinistra raccontandosi in maniera ultra realistica.
Si ritrovano improvvisamente in continua lotta contro le forze dell'ordine che commettono l'errore ,durante un controllo ad un ragazzo,di ridurlo in fin di vita.
Occasione di ribellione imperdibile per gli abitanti di periferia che vogliono vendicare l'amico e smontare il sistema di cui sono prigionieri.
Un tema delicato ispirato ad un fatto realmente accaduto e cioè alla morte reale di un giovane di periferia durante un controllo da parte della polizia.
Mathieu Kassovitz vince il premio per la miglior regia a Cannes e si prende persino un piccolo ruolo all'interno della pellicola.
L'odio è un capolavoro da vedere fino alla fine tutto d'un fiato.

"Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo da un piano all'altro,il tizio,ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene,fino a qui tutto bene,fino a qui tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio".

"Questa è la storia di un sistema che è destinato a crollare poco alla volta,e che per farsi coraggio si ripete: fino a qui tutto bene,fino a qui tutto bene,fino a qui tutto bene".

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